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Casale Corte Cerro
 

Dai LEOPONZI alla CORTE DI CERRO fino ai giorni nostri ...

Le più antiche testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Casale Corte Cerro risalgono al secondo millennio a. C. (età del bronzo). Scavi archeologici effettuati negli anni cinquanta e vari ritrovamenti occasionali hanno infatti portato alla luce nelle frazioni di Ricciano, Crebbia ed Arzo manufatti in ceramica e pietra scheggiata attribuibili a quell`epoca.  Per quanto riguarda l`età del Ferro, in assenza di documentazione archeologica proveniente dal nostro Comune, possiamo ritenere che, come nei territori vicini, anche a Casale fossero insediate popolazioni di origine celtica,probabilmente gli stessi Leponzi documentati nelle vicine necropoli di Gravellona Toce e Ornavasso. I Leponzi, grazie allo sfruttamento delle risorse delle montagne ed al controllo dei passi alpini, svilupparono una cultura ricca ed aperta ai contatti commerciali sia con l`Italia peninsulare che con le popolazioni d`Oltralpe. Dal II secolo a. C. si fecero particolarmente intensi gli scambi con il mondo romano, fino ad arrivare all`inserimento dei nostri territori all`interno dell`Impero alla fine del I secolo a. C., con le campagne militari condotte da Augusto. A quest`epoca si assiste ad una graduale assimilazione da parte delle popolazioni locali di usi e costumi romani. Nel territorio di Casale sono emerse varie testimonianze d`età romana. In particolare ricordiamo  un`epigrafe funeraria murata su un`antica casa del capoluogo, ritrovata durante lo scavo per le fondamenta di una cascina, che testimonia la presenza dei Romani in questi luoghi: NAMMONI QUADRATI F FECERUNT MAGEIA MATER ED ALPINUS FILUIS (la costruirono per Nammone, figlio di Quadrato, la madre Mageia ed il figlio Alpino). Si ipotizza che Nammone fosse un soldato Romano, sepolto con la sua armatura nell`anno 16 a. C. La madre Mageia ed il figlio Alpino vollero dedicargli quest`epigrafe. Si può quindi supporre che questi fossero abitanti del borgo stabilitisi nei casali e che i Romani li avessero mandati nelle terre conquistati per facilitarne la romanizzazione. Sulle pendici del Monte Cerano inoltre, in località Orto del Burro, si hanno tracce di escavazioni per ricerche minerarie dell`oro, compiute in epoca romana. Ed ancora nel secolo scorso e negli anni settanta si rinvennero, in località Sant`Anna, diverse sepolture che, con i loro corredi costituiti da vasellame in vetro e ceramica, testimoniano la piena acquisizione delle mode romane. Casale nel corso dell`età romana ha potuto in particolare avvantaggiarsi della sua posizione in prossimità della via che, venendo da Novara e costeggiando il lago d`Orta, proseguiva verso il Sempione e valicava le Alpi: non a caso la maggior parte dei ritrovamenti archeologici è stata fatta proprio lungo questa direttrice stradale. Proprio la stessa via, che aveva determinato la fioritura dei villaggi celtici e poi romani, favorirà nel corso del IV secolo d.C. le invasioni di popolazioni barbariche, che porteranno alla fine dell`Impero romano ed all`inizio dell`età medievale. L`origine di Casale Corte Cerro affonda le radici in questo lontano passato dove i confini tra storia e leggenda tendono a confondersi. E` certo però che un tempo, nella piana tra il monte Cerano ed il fiume Toce, sorgeva un castello costruito con molta probabilità da Signori fedeli a Carlo Magno che, una volta incoronato imperatore nell`anno 800, introdusse il feudalesimo in Italia, dispensando terre ai suoi sostenitori. Nacque così la Corte di Cerro. Il nome del feudo si deve forse proprio ai boschi di cerri (cèrrus - pianta molto simile alla quercia) che a quei tempi ricoprivano abbondantemente le pendici della montagna. I primi Signori di Corte Cerro di cui si ha notizia sono i Conti di Crusinallo, il cui possesso è confermato da una carta di Ottone I del 962. Sappiamo inoltre che nel 1013 si aprì per Corte Cerro un lungo periodo estremamente travagliato per le continue guerre che coinvolgevano dinastie imperiali e feudatari. Segnato da tali sanguinosi contrasti, il feudo cambiò più volte Signore ma continuò a crescere di importanza fino a diventare borgo. Nel Medioevo i borghi erano insediamenti di un certo rilievo, cinti da mura, fortificati, con il castello che fungeva da residenza per il Signore. Era altresì importante sede di scambi commerciali (mercati), estendendo così la sua influenza sulle terre vicine. Furono le cruente lotte fra Guelfi e Ghibellini a far precipitare nel vortice della guerra il ricco borgo, sconvolgendone la vita e provocandone la fine. Intorno al 1250 infatti, Corte Cerro era di nuovo un possedimento dei Conti di Crusinallo, amici dei Guelfi che reggevano Novara. Nel 1310 i Ghibellini sconfissero i Guelfi Novaresi. Molti di loro riuscirono a fuggire ed a trovare rifugio alla Corte di Cerro. La risposta dei Ghibellini non si fece attendere e si rivelò fatale. Arrivati in forze, dopo un lungo assedio, riuscirono a prevalere, incendiando il Borgo di Cerro ed il suo castello. Con inaudita ferocia gli assalitori sterminarono un gran numero di abitanti e rasero al suolo ciò che l`incendio aveva risparmiato.  Una parte dei superstiti fuggì nei casali di montagna, dando così origine a quello che più tardi sarà battezzato Casale Corte Cerro. Si ritiene inoltre che altri superstiti, attraversato il Lago Maggiore, fossero approdati sulla sponda lombarda nei pressi di Laveno, fondando quello che oggi è il paese di Cerro. Ancora oggi tracce di quel passato sono ben visibili. A ricordare l`antico borgo restano (in località Gravellona Toce) la chiesetta dedicata a san Maurizio (anno 1000 d. C.), alcuni ruderi del torrione ed alcune parti delle antiche mura, incorporate nelle costruzioni che furono poi edificate. La leggenda narra dell`esistenza di un altro castello poco sopra l`abitato di Pedemonte, in una località che è ora individuata come Piana Castelli. Questo maniero sarebbe stato utilizzato come rifugio dei Signori di Cerro ed avrebbe custodito nelle sottostanti segrete un prezioso tesoro. E` però più probabile che si trattasse di una fortezza utilizzata dai barbari che imperversarono in queste zone. Riguardo alla storia politica, Casale passò dapprima alla Contea d`Angera, poi ai Borromeo (che avevano grandi boschi sulla nostra montagna), in seguito alla casa Savoia, poi agli Austriaci, di cui esiste ancora in paese un cattivo ricordo, ed infine fu aggregato al Regno d`Italia.  Casale, privo di castello ed un po` appartato, non fu mai spettacolo di carneficine e di saccheggi mentre Gravellona fu distrutta nel 1361 dai feroci inglesi della compagnia denominata Bianca, fatta venire in Italia da Galeazzo Visconti. Casale ha dato anche un grosso contributo di sangue durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale ed ha avuto durante la Resistenza una notevole importanza, in modo particolare per la sua strategica ubicazione. Scriveva un casalese illustre che forse l`unico inconveniente del paese è il lungo nome, Casale Corte Cerro, ma ci vuole poco ad abbreviarlo in CCC come fanno i passeri del luogo...

LE ATTIVITA` ECONOMICHE

Come nella gran parte della regione cusiana, anche Casale Corte Cerro ricopre un ruolo importante dal punto di vista delle attività economiche e produttive soprattutto nel settore dei casalinghi; molte aziende hanno raggiunto notevole celebrità in tutto il mondo per l`ottima qualità di posaterie e forniture per bar e ristoranti. Non mancano aziende a livello artigianale che occupano gran parte della manodopera locale.

Tratto dal Sito del Comune di Casale Corte Cerro


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