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Colazza-Cappella del Vago-Alpe Verdina-Colazza
 

COLAZZA-CAPPELLA DEL VAGO-ALPE VERDINA-COLAZZA

Breve itinerario che unisce il Lago Maggiore e il Lago d`Orta.
Questo itinerario è il più breve e il più semplice per chi desidera raggiungere a piedi dall’Alto Vergante i numerosi paesi e le frazioni della Valle del fiume Agogna, che discende verso il Cusio ed il lago d’Orta, unendo idealmente i due grandi laghi della zona. Tempo di percorrenza: circa tre ore.
Si parte da Colazza, soleggiato paese del Vergante situato alle spalle di Arona. Colazza è raggiungibile:

da Arona con la provinciale che sale a Dagnente e Ghevio
da Invorio Superiore con la panoramica strada che transita per la frazione di Ghevio, Silvera
sempre da Invorio con la provinciale dell’Alto Vergante, sino al bivio per Colazza, poco dopo Ghevio
con l’autostrada A26 uscita Meina, quindi direzione per Ghevio e poi bivio per Colazza.
L’inizio dell’itinerario è in cima al paese di Colazza, dietro la chiesa e il cimitero, dove si può parcheggiare l’auto. Sull’incrocio c’è una cappella, ai cui lati si individuano sia le paline con i cartelli segnaletici del Cai, che indicano i vari sentieri, sia il segnavia rosso/bianco/rosso, verniciato su di un grosso sasso a sinistra. Qui iniziano i sentiri E2-E3, che nel tratto iniziale coincidono.

Si prende il sentiero E2 che conduce sino alla dorsale dell’Alto Vergante. Si attraversa il ponte presso il lavatorio e si seguono sempre i segnavia orizzontali bianco/rosso. La lunga mulattiera ben tenuta prosegue in moderata salita. Ignorare le varie deviazioni, compresa quella marcata E3, che punta direttamente sulla dorsale ma per un sentiero disagevole. Dopo un breve strappo, in circa 35/40 minuti di cammino si raggiunge un ampio spiazzo terroso, la Bocchetta di Borsaga, dove è situata una palina con i cartelli Cai. Si prosegue in leggera salita, sempre sull’E2, per una larga carrareccia. Si transita dalla località Tre Fontane (dove ci sono le sorgenti del torrente Vina che scende ad Invorio) ed in circa 30 minuti si guadagna l’ampio spiazzo della Cappella del Vago.

In questo punto si incontra l’ampia dorsale tagliafuoco segnalata con una V (che indica il principale sentiero dell’Alto Vergante), che arriva dalla sinistra da Invorio/Cascine di Ameno, per proseguire verso il Monte Cornaggia e Gignese, ossia lungo la direzione di questo itinerario. Si prende a destra (guardando la Cappella) lungo la V (piccolo cartello giallo con l’indicazione Gignese), proseguendo quindi in leggera salita per circa 30 minuti. Giunti a duna secca curva a gomito, tenere sempre la destra seguendo la dorsale V, sino a raggiungere, dopo circa 10 minuti , un grosso castagno con un cartello di legno che indica l’Alpe Verdina (m.760), ubicata un po’ più in basso a 500 metri di distanza. Colazza dista dall’Alpe Verdina circa due ore.

Dopo la sosta all’Alpe, inizia la via del rientro che sarà più breve e seguirà un altro sentiero. Si ritorna al grosso castagno sulla dorsale che si attraversa. Proprio di fronte, presso un piccolo cippo di pietra, parte il sentiero di ritorno segnalata E4. Il primo tratto del sentiero si tuffa nel bosco con una ripida discesa per circa 50 metri. Poco più sotto il sentiero riprende normale, sempre ben marcato con segnavia orizzontali bianco/rosso, attraversa il bosco ed in circa 40 minuti si giunge alle spalle di Colazza. Dopo aver attraversato un piccolo ponte in cemento sul rio Tiaschella ci si ritrova in un ampio spiazzo erboso denominato La Rana. Qui prendete l’evidente strada a destra e in pochi minuti vi ritroverete alla Cappella (dietro il cimitero) cioè al punto di partenza.

Località di partenza: Colazza
Dislivello in salita: m 217
Tempi di percorrenza: 3h circa
Difficoltà: Turistico
Abbigliamento: Escursionismo leggero
Acqua: Fonte all’Alpe Verdina
Periodo consigliato: tutto l’anno
Luoghi per il pranzo al sacco: Frequenti
Percorribilità in MTB:
Percorribilità a cavallo:

Immagini e testi tratti da Tra il Lago Maggiore e il Lago d`Orta a cura del Censis, nell`ambito delle attività previste dal Progetto Life-Alea con il contributo dell`Unione Europea e Provincia di Novara.
 


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