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Arola
 

AROLA

Storia

Origini che si perdono nell’antichità, per questo paese della Riviera di Orta che, storicamente e amministrativamente situato nel novarese, è oggi (come altri suoi limitrofi a partire dal 1996) parte integrante della provincia di Verbania.
Abbarbicata su un piccolo altipiano (“posta a mezzodì sopra un altro monte” ne dice “il dottore di belle lettere Goffredo Casalis, che sul principio dell’Ottocento addebitava ad Arola 663 abitanti, quasi triplicando il dato odierno), da qui si apre a un’ampia veduta sull’intero bacino del Cusio. Arola fece parte della Riviera di San Giulio d’Orta, che dopo la cacciata dei Longobardi entrò sotto la giurisdizione del carolingio Comitato di Pombia e fu infine attribuita al potere della già influente curia novarese,. Era il 29 luglio 962 e in quella data, recitano i documenti di archivio conservati in Conume, “Arola, che faceva parte del comprensorio di San Giuliano d’Orta, per un diploma di Ottone Imperatore venne concessa al Vescovo di Novara”. La dominazione episcopale divenne tuttavia ufficiale (perché ufficialmente riconosciuta dall’impero) soltanto a partire dal 1219. E rimase tale fino all’avvento del XVIII secolo e alla definitiva cessione del potere ai Savoia nel 1817. Ciò che venne dopo (dominazioni francesi e austriache, infine passaggio a quell’embrione d’Italia che fu il Regno di Sardegna) è storia comune all’intero territorio della Riviera. Una storia cui Arola certo non potè (né tantomeno intese) sottrarsi. Scrive Casalis nel suo “Dizionario Geografico”: “La tradizione locale pretende, che Giulio Cesare abbia pernottato in questo villaggio, reduce dalle Gallie”. Una leggenda che tuttora resiste, e permea di sé quel che rimane dell’intreccio tra veridicità storica e assunto popolare.
L’economia di Arola si resse per lungo tempo sull’allevamento e sulla produzione di carbone vegetale, materia di scambio commerciale da immettere sul mercato dei territori limitrofi. Ne dà conferma il nostro storico, che infine aggiunge: “Gli abitanti frequentano i mercati di Orta e di Varallo. Sono eglino robusti, e coltivano con attività le loro poco fertili terre.” Oggi, in questo paese che si presta come luogo di villeggiatura prediletto dagli amanti della bellezza e della natura, l’impronta rurale rimane, insieme al ricco tessuto di tradizioni popolar-religiose fedelmente rispettate dai poco numerosi, ma ancora “robusti” cittadini arolesi.

Da Vedere

L’abitato si sviluppa intorno alla parrocchiale di San Bartolomeo, situata al centro del paese e la cui edificazione risale all’incrociarsi tra XVI e XVII secolo. Altri luoghi da visitare sono l’Oratorio della Madonna Assunta, da cui si apre una straordinaria vista panoramica sul lago d’Orta, l’antica macina-torchio (visitabile previa contatto con gli uffici comunali) e il non troppo distante passo della Colma (942m slm).

Testo tratto dalla Guida Turistica del Verbano Cusio Ossola pubblicata da Ecorisveglio, in collaborazione con la Provincia del Verbano Cusio Ossola.


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