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Brovello Carpugnino
 

Brovello Carpugnino

La storia

L’area era abitata già in epoca romana come ha dimostrato il ritrovamento di un piccolo cimitero del I secolo d.c. In epoca medievale Brovello e Carpugnino si trovavano nel Comitato di Stazzona e successivamente vennero legati al feudo del Vergante di Aimone, conte di Vercelli. I Borromeo nel Quattrocento divennero i feudatari del luogo e ne segnarono lo sviluppo. A Carpugnino nel XIV venne edificata la chiesa romanico-gotica di S.Grato costituita da tre navate. In località Graglia Piana i locali edificarono la chiesa di S. Pietro impreziosita dalla presenza di un campanile romanico e con un elegante altare ligneo del 1684. L’area era nota per la produzione di frutta con particolare attenzione a mele e pere. Numerosi abitanti del Comune furono ombrellai.


Prodotti tipici il raccolto della frutta offriva la possibilità per i locali di effettuare il baratto con altri prodotti utili alla sopravvivenza. La gastronomia locale è caratterizzata dalla presenza di prodotti provenienti dal bosco e dal lavoro di piccoli appezzamenti di terreno presenti nella zona.

L’allevamento era poco diffuso e la carne costituiva un bene che solo in rare occasioni faceva la sua comparsa sulle tavole delle famiglie. Molto diffuse erano le minestre cucinate don erge del bosco o con ortaggi dell’orto talvolta insaporite da qualche patata o cipolla . Anche il vino non era molto diffuso nella zona e veniva acquistato o portato da fuori. Nel periodo autunnale castagne e noic entravano in maniera decisa nella dieta degli abitanti di questi villaggi del Vergante assumendo ruoli importanti nell’alimentazione. Nella zona veniva prodotto qualche formaggio dall’allevamento di ovini e caprini ma la produzione non era altissima e spesso i pochi formaggi prodotti erano utilizzati quale prezioso mezzo di scambio con altre merci. Oggi Brovello Carpugnino è noto per la presenza di diversi campi da golf realizzati in un ambiente montano di notevole fascino.


“I Lusciat” gli ombrellai.

Nell’area del Vergante, povera di risorse, favorì nel ‘700 l’impiego della manodopera locale nella confezione di ombrelli. L’ombrello rappresentava un segno distintivo di nobiltà e ricchezza e veniva gelosamente custodito dai proprietari. Già a partire dal XII secolo gli imperatori cinesi ne facevano uso e successivamente l’ombrello comparve anche in Persia ed in Egitto. I bambini della zona frequentavano la scuola con il parroco il primo anno e ad 8 anni, ogni capodanno, sulla piazza di Carpugnino i genitori affidavano al commerciante di ombrelli il proprio figlio, affinché imparasse come riparare e costruire ombrelli. Oggi nella piazza centrale di Brovello una lapide ricorda questa tradizione. Si trattava di un lavoro umile e con poco reddito, ma era una delle principali attività della zona, i ragazzi vivevano una vita di sacrifici di città in città con il proprio commerciante che esigeva lavori rapidi e ben fatti in cambio di poco denaro. Molti ragazzi restavano per lunghi periodi lontano dai propri affetti ed il “padrone” si occupava di loro.


Testo tratto dalla Guida Turistica del Verbano Cusio Ossola pubblicata da Ecorisveglio, in collaborazione con la Provincia del Verbano Cusio Ossola.

 Per maggiori informazioni sulla produzione di ombrelli e la loro storia visita la scheda informativa del Museo dell`Ombrello e del Parsole

o il sito del Museo


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